| Aspetti introduttivi | |||
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| La situazione italiana
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| Una valutazione quantitativa degli effetti dell’aborto legale | |||
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| Il passaggio dal regime restrittivo
a quello liberale
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| Conclusioni
Appendice A - Le fonti 5. Le interruzioni volontarie di gravidanza Appendice B - I metodi Appendice C - La stima delle nascite evitate Appendice D - Schede territoriali |
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168
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PREFAZIONE
Sull’aborto tanto si è detto e scritto. Non è facile
trattarne con distaccata oggettività, perché è tema
che scuote in profondo le menti e le coscienze: tanti sono stati e sono
i motivi di dibattito, e talora di scontro, tanti gli interrogativi ancora
senza risposta. E non sempre le ragioni del "dover essere", gli assunti
sociali e morali che accendono il confronto ideologico, sembrano trarre
argomento da un’attenta considerazione dell’"essere", da una conoscenza
razionale delle realtà coinvolte.
Alla conoscenza specifica di tali realtà - anzitutto demografiche
- è indirizzato questo libro. L’Autore, Alberto Cazzola, che svolge
la sua attività di ricerca e di insegnamento nella Facoltà
di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, ha scelto di
fare luce intorno alle immediate ripercussioni sul comportamento riproduttivo
delle norme che diciassette anni or sono hanno legalizzato nel nostro Paese
l’interruzione volontaria di gravidanza. Sulla base dei dati ufficiali
disponibili, e di opportune e coerenti inferenze, Alberto Cazzola ha saputo
delineare un profilo essenziale dei riflessi della legge 194/1978 sulle
modalità del ricambio naturale delle nostre popolazioni. È
appunto agli effetti demografici immediati, e alle prospettive che ne conseguono,
che l’indagine statistica deve anzitutto rivolgersi, nello spirito della
tradizione italiana, che non ha mai disgiunto l’analisi teorica intorno
ai metodi dell’avventura della ricerca empirica: una ricerca intesa alla
rigorosa definizione delle realtà di fatto, condotta attraverso
le fonti documentarie disponibili, utilizzate con la consapevolezza critica
della loro portata e dei loro limiti.
Le stime quantitative e le indicazioni di tendenza identificate
nel succedersi dei capitoli offrono un ampio quadro di riferimento, che
rende plausibili le ipotesi proposte e gli schemi interpretativi addotti,
e vale a tracciare una suggestiva linea di ricerca aperta a ulteriori approfondimenti.
È un contributo, questo, a una visione scientifica del fenomeno
dell’aborto legale, quali che siano i risvolti etici e umani che esso trascina
e suscita: troppo noti nelle loro implicazioni emotive per essere ricordati
nelle pagine di un’analisi essenzialmente quantitativa, troppo controversi
per essere evocati senza togliere lucidità alla sintesi dei dati.
Evento sempre drammatico della vita di una donna, l’aborto non è
soltanto una faccenda privata: incide sul costume e sulla struttura di
una popolazione, che è, ad un tempo, aggregato biologico e società
umana. Valgano anche gli assunti di questo libro, pur circoscritto alla
discussione in re demographica, a far pensare e ripensare.
| …
2. La situazione italiana 1. Il quadro nazionale La questione che qui si intende discutere consiste, in sintesi, nello
stabilire se le nuove norme in materia d’aborto legale abbiano portato
ad un riassorbimento dei soli interventi clandestini precedenti o se invece
si sia avuto, nei primi anni di applicazione della legge 194/1978, anche
un aumento delle interruzioni volontarie di gravidanza con un conseguente
declino delle nascite. Nella situazione italiana le oscillazioni degli
indicatori generici di fecondità dopo l’introduzione della legge
di liberalizzazione sono indubbiamente modeste o comunque allineate con
la tendenza di fondo quanto basta per non suggerire l’esistenza di un forte
decremento delle nascite, tanto che questa circostanza viene spesso presa
a riprova di una preesistente alta abortività clandestina, poi riassorbita
dalle interruzioni volontarie di gravidanza in forma legale. L’eventualità
complementare, che consiste nel giustificare un’ampia parte delle IVG attraverso
una contraccezione meno attenta, dovuta alla disponibilità dell’aborto
in forma legale, è generalmente ritenuta poco probabile, almeno
nel primo periodo di introduzione della legge. In realtà, il problema
delle conseguenze del mutato clima legislativo in materia d’aborto, dalle
prescrizioni contenute nel codice Rocco alla legge 194/1978, non è
riconducibile a questi semplici schemi interpretativi e richiede un esame
più approfondito prima di formulare ipotesi non generiche con un
accettabile grado di fiducia.
|
| Tav. 2.1 Tassi generici di fecondità in Italia nel 1974-81* | ||||||
|
Anno
|
Italia
|
%
|
Nord
|
%
|
||
|
1974
|
76,36
|
68,18
|
||||
|
1975
|
72,52
|
-5,02
|
63,90
|
-6,27
|
||
|
1976
|
68,21
|
-5,95
|
58,21
|
-8,90
|
||
|
1977
|
64,31
|
-5,72
|
54,45
|
-6,46
|
||
|
1978
|
61,11
|
-4,97
|
50,77
|
-6,75
|
||
|
1979
|
57,28
|
-6,26
|
45,97
|
-9,45
|
||
|
1980
|
54,24
|
-5,30
|
43,64
|
-5,08
|
||
|
1981
|
52,31
|
-3,57
|
42,22
|
-3,25
|
||
|
Centro
|
Sud
|
|||||
|
1974
|
70,07
|
90,48
|
||||
|
1975
|
66,11
|
-5,65
|
87,22
|
-3,61
|
||
|
1976
|
61,98
|
-6,25
|
84,51
|
-3,11
|
||
|
1977
|
58,23
|
-6,05
|
80,28
|
-5,01
|
||
|
1978
|
55,45
|
-4,77
|
77,42
|
-3,56
|
||
|
1979
|
51,95
|
-6,31
|
74,60
|
-3,63
|
||
|
1980
|
48,80
|
-6,07
|
70,67
|
-5,27
|
||
|
1981
|
47,07
|
-3,55
|
67,91
|
-3,90
|
||
| Fonte: elaborazioni su dati Istat; (*) nati da tutte le donne riferiti a 1000 donne in età 15-44 | ||||||
| Al nord e al centro, dopo un sensibile declino nel 1976
(-8,9% e -6,25% rispettivamente), si nota una riduzione nella discesa della
fecondità durante il biennio 1977-78 seguita da una maggiore flessione
nel corso del 1979. Il nord, in particolare, mostra una variazione negativa
rispetto all’anno precedente (-9,45%) sicuramente più ampia del
valore registrato nel 1978 (-6,75%) e nel 1977 (-6,46%). Al centro, la
variazione corrispondente al 1979 (-6,31%) appare meno accentuata, ma permane
anche nel 1980 (-6,07%) per poi ridimensionarsi nel 1981 (-3,55%). La fecondità
delle zone meridionali non subisce invece particolari variazioni nel 1979
(-3,56% nel 1978, -3,63% nel 1979), per quanto un maggior declino avvenga
nel 1980 (-5,27%).
Nei tre anni successivi al 1978 sembra quindi di scorgere alcune accelerazioni non trascurabili nella continua decrescita che caratterizza la fecondità delle tre grandi ripartizioni territoriali italiane. Oltre all’aspetto quantitativo, un ulteriore e importante punto di interesse è la successione di queste riduzioni percentuali, che ricalca a grandi linee la distribuzione nel tempo e nello spazio dell’aborto legale. Nel primo anno di liberalizzazione, e cioè nei 12 mesi compresi tra il secondo semestre 1978 e il primo semestre 1979, il numero di IVG è infatti molto squilibrato a favore delle regioni settentrionali e solo in seguito si verifica un recupero del meridione. Al nord, centro e sud sono state effettuate, rispettivamente, il 54,1%, 20,9% e 25,0% delle IVG per regione di residenza della donna, mentre i relativi tassi di abortività indicano 16,6, 15,3 e 9,9 IVG ogni mille donne in età 15- 44 (vedi tavola 2.15). Se anche nel 1979 non si osserva un declino particolarmente netto nella fecondità nazionale, resta il fatto che le regioni del nord-Italia, dove il ricorso all’aborto legale è molto maggiore rispetto al centro-sud, mostrano il decremento di fecondità più accentuato su tutto il periodo 1975-81. Un secondo punto di vista circa gli effetti indotti dalla legge 194/1978 nel contesto nazionale si può ottenere attraverso la figura 2.1, in cui è riportata la serie delle nascite mensili durante il periodo 1974-81. La componente stagionale è evidente, così come la tendenza di fondo negativa, ma non si notano oscillazioni particolari in seguito al cambiamento legislativo. Considerando che l’effetto dell’aborto legale sulle nascite si manifesti, mediamente, a sei mesi di distanza dalla data dell’intervento (e quindi supponendo un tempo medio di gestazione delle gravidanze interrotte pari a tre mesi), si può rilevare che il numero delle nascite non declina nettamente né sei mesi dopo il giugno 1978 né sei mesi dopo l’incremento subito dagli aborti legali nella prima metà del 1980. In accordo con i dati nazionali della tavola 2.1, si scorge unicamente una lieve flessione nella tendenza di fondo che contraddistingue le nascite del biennio 1979-80. Sempre in figura 2.1, su una seconda scala di misura, è anche riportato il numero mensile delle IVG praticate dal secondo semestre 1979 al secondo semestre 1981. Come accennato, gli aborti sono posticipati di sei mesi per riferirsi alla stessa generazione dei concepimenti conclusi con una nascita, ciò nonostante, a parte gli effetti stagionali che tendono a sovrapporsi, non appare alcuna immediata associazione tra nascite e IVG. La regolarità della tendenza di fondo che caratterizza le nascite nazionali tuttavia non contraddice l’ipotesi di un collegamento tra l’introduzione dell’aborto legale e i decrementi di fecondità sottolineati nella tavola 2.1, poiché variazioni di fecondità complessivamente graduali e poco evidenti, ma territorialmente molto diverse, sono tra loro assolutamente compatibili, tanto più quando, a livello nazionale, manca un netto, immediato e reale aumento degli aborti indotti nel passaggio dal precedente regime restrittivo a quello previsto dalla legge 194/1978. |
| Tav. 2.7 Correlazioni d’ordine tra tassi di abortività (7-12/1979) e differenze di fecondità regionali negli anni indicati | ||||||||||||
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|
||||||||||||
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|
15-19
|
20-24
|
25-29
|
30-34
|
35-39
|
40-44
|
||||||
|
|
0,279
|
-0,029
|
0,103
|
-0,456
|
-0,191
|
-0,309
|
||||||
|
|
0,074
|
0,176
|
-0,544
|
0,279
|
-0,088
|
0,015
|
||||||
|
|
-0,044
|
0,176
|
0,294
|
-0,309
|
0,235
|
-0,221
|
||||||
|
|
0,176
|
0,029
|
-0,412
|
-0,118
|
0,015
|
0,037
|
||||||
|
|
*** 0,647
|
* 0,316
|
0,191
|
-0,015
|
0,088
|
0,132
|
||||||
|
|
0,250
|
0,235
|
0,103
|
-0,368
|
-0,059
|
-0,250
|
||||||
|
|
||||||||||||
| In tavola 2.7 sono riportati i coefficienti di correlazione
d’ordine per classe di età e per intervallo annuale successivo.
Il confronto è possibile unicamente considerando le IVG del secondo
semestre 1979, che si suppongono rappresentative degli interventi praticati
nei due semestri precedenti, per i quali non si dispone dei dati necessari.
I valori preceduti da un asterisco indicano un t significativo
al livello del 5%, due asterischi sottintendono un livello dell’1% e tre
dell’1‰. Esistono solo due casi con un’associazione aborto-fecondità
a livelli statisticamente significativi e nella direzione richiesta: le
età 15-19 e 20-24 associate alle differenze di fecondità
1978-79. Alla classe 15-19 corrisponde il t
maggiore, pari a 0,647, superiore al valore soglia richiesto per un livello
di significatività dell’1‰, mentre la classe successiva (20-24)
riporta un t= 0,316, inferiore al precedente,
ma certamente significativo al livello del 5%.
Nella tavola 2.8 lo schema di lettura è leggermente diverso. Le correlazioni d’ordine sono tra i tassi di abortività riferiti al semestre 7-12/1979 e le differenze di fecondità relative a tutte le combinazioni possibili degli anni compresi tra il 1976 e il 1980. Ovviamente sono di particolare interesse le differenze di fecondità che coinvolgono gli anni successivi all’introduzione della legge 194/1978, come il 1979 e il 1980. |
Tav. 2.8 Correlazioni d’ordine tra i tassi di abortività (7-12/1979) e le differenze di fecondità regionali per gli anni indicati nelle intestazioni di colonna e di riga
|
|
1976
|
1977
|
1978
|
1979
|
|
|
|
|||||
|
1977
|
-0,044
|
||||
|
1978
|
-0,015
|
0,176
|
|||
|
1979
|
*0.397
|
***0.721
|
***0.647
|
||
|
1980
|
*0.331
|
**0.485
|
***0.794
|
0,250
|
|
|
|
|||||
|
1977
|
0,176
|
||||
|
1978
|
0,265
|
0,029
|
|||
|
1979
|
0,250
|
0,191
|
*0.316
|
||
|
1980
|
*0.338
|
*0.353
|
**0.529
|
0,235
|
|
|
|
|||||
|
1977
|
0,294
|
||||
|
1978
|
-0,118
|
-0,412
|
|||
|
1979
|
0.000
|
-0,162
|
0,191
|
||
|
1980
|
0,044
|
-0,059
|
0,132
|
0,103
|
|
|
|
|||||
|
1977
|
-0,309
|
||||
|
1978
|
-0,382
|
-0,118
|
|||
|
1979
|
-0,147
|
0,015
|
-0,015
|
||
|
1980
|
-0,294
|
-0,206
|
-0,206
|
-0,368
|
|
|
|
|||||
|
1977
|
-0,235
|
||||
|
1978
|
-0,191
|
0,015
|
|||
|
1979
|
-0,221
|
0,029
|
0,088
|
||
|
1980
|
-0,287
|
0.000
|
-0,015
|
-0,059
|
|
|
|
|||||
|
1977
|
-0,221
|
||||
|
1978
|
-0,147
|
0,037
|
|||
|
1979
|
-0,059
|
0,140
|
0,132
|
||
|
1980
|
-0,191
|
-0,118
|
0,015
|
-0,250
|
|
| I risultati ottenuti confermano e approfondiscono i precedenti:
nelle prime due classi di età t risulta
minimo per le differenze di fecondità che si riferiscono ad anni
sino al 1978 e aumenta in modo significativo quando si considerano differenze
rispetto al 1979 o al 1980. Per la classe 15-19 tutte le differenze
di fecondità che coinvolgono il 1979 o il 1980 sono significative
(salvo ovviamente la differenza 1979-1980) e, tra queste, le differenze
riferite al più lontano 1976 sono significative al livello del 5%,
mentre le differenze rispetto al 1977 o al 1978, cioè agli anni
vicini alla liberalizzazione, sono significative al livello dell’1% oppure
dell’1‰. In particolare, entrambe le differenze di fecondità
1978-79 e 1978-80 sono altamente correlate (t=0,647,
t=0,794, con p < 0,001 in entrambi
i casi) all’abortività del secondo semestre 1979. La correlazione
d’ordine diminuisce considerando le età successive, 20-24, ma non
cambiano gli anni che riportano valori significativi: sempre il 1979 e
il 1980. Il valore più elevato in assoluto (t=0.794)
si osserva per le età 15-19 e per le differenze di fecondità
1978-1980.
Se dunque consideriamo la struttura regionale dei tassi specifici di abortività legale del secondo semestre 1979 come indicativa dei primi dodici mesi di applicazione della legge 194/1978, allora vi sono elementi oggettivamente favorevoli all’ipotesi di un effetto dell’aborto legale sulla fecondità delle donne più giovani nel 1979 e nel 1980. Sembra invece non verificata l’ipotesi di un effetto significativo dell’aborto legale sulla fecondità delle donne italiane nelle età centrali e finali della vita feconda, per quanto nelle ultime classi di età entrino in gioco numerosità minime, oltre a disturbi e oscillazioni di natura puramente casuale che difficilmente consentirebbero in ogni caso un buon allineamento tra le graduatorie regionali di abortività e di minor fecondità. ... |